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Rodari ed altri poeti amici dei bambini

Una sorta di distratta attenzione sembra emergere, da tempo, dall’entourage culturale, non tanto nei confronti del Rodari educatore e pedagogista (con testi quali Grammatica della fantasia), quanto nei confronti dello scrittore, ed in particolare del poeta. Qualche voce si è – ad esempio – levata per sostenere che “…i testi delle poesie di Rodari, basati sul gioco e l’indovinello, sanno comunicare con freschezza ma sono deboli e rivelano finalità educative; più robusta semmai la sua prosa. Se Rodari avesse avuto una vera inclinazione per la poesia sarebbe diventato un altro Majakovskij, invece è stato un eccellente animatore”. Ci si appiglia inoltre alle autoironiche battute di Rodari, del tipo “io faccio barzellette in versi”, per concludere “un autentico testo poetico gli era estraneo”.

Osservazioni critiche di questo tipo non saranno forse condivise da coloro (e sono tanti) che hanno saputo apprezzare la scatenata fantasia e l’abilità linguistica di un poeta che è riuscito a svolgere con i suoi versi giocosi un ruolo fondamentale in campo educativo.

La poesia, con la musicalità del verso e la sonorità delle rime, esercita una divertita sorpresa sui bambini, sin dai primi vagiti, come sanno le mamme con le loro rasserenanti ninne nanne. E le filastrocche, le tiritere, le cantilene, i cui versi cadenzati raccontano incredibili e folli fole, riescono sempre ad affascinare i bambini con il loro ritmico ripetersi di sillabe e parole.

I bambini di ieri hanno molto gradito la poetica inventiva del noto attore Sergio Tofano (1886-1973) che, per oltre quarant’anni, sotto lo pseudonimo di Sto, ha fatto vivere sulle pagine del Corriere dei Piccoli il famoso personaggio di Bonaventura, con le sue vicende a lieto fine, disegnate e composte in ottonari, che sistematicamente iniziavano con il distico “Qui comincia l’avventura/ del signor Bonaventura”.

Quelli d’oggi, forse più intraprendenti, si dilettano, con l’ausilio dei loro maestri, a ribaltare o rovesciare, parola per parola, poesie imparate a scuola, scrivendo loro composizioni che, talvolta con esiti soddisfacenti sul piano della creatività, dicono tutto il contrario. Oppure si avventurano a scrivere brevi poesie nel solco degli haiku, seguendo la regola metrica di questo tipo di composizioni giapponesi di 17 sillabe ripartite in tre versi di 5,7,5 sillabe. Ed in certi casi riescono persino ad imitare quelle filastrocche senza senso inventate da Edward Lear, scrittore e disegnatore inglese (1812-1888), noto per i suoi minuscoli componimenti dalla vena umoristica, definiti limerick.

Tutto questo ho avuto modo di sperimentare, con vera soddisfazione, in occasione dei miei seminari sulla poesia svolti nelle scuole medie, dietro incarico della Biblioteca Centrale per Ragazzi del Comune di Roma. C’è però da osservare che l’editoria per ragazzi raramente offre, in campo poetico, testi che abbiano qualità educative, non a carattere moraleggiante, ma relative specificamente ai problemi della scrittura.

Un esempio di scrittura poetica sul piano didattico (in questo caso specificamente dedicata alla chimica organica e inorganica) può essere quello dell’ormai ignorato Alberto Cavaliere, un singolare poeta che, ai primi del Novecento, dette alle stampe Chimica in versi, un libro che, in modo giocoso, dà un perfetto rivestimento poetico agli elementi e alle formule di una scienza che sembrerebbe la più antipoetica del mondo.

Gli esempi che arricchiscono quest’articolo, potranno dar prova (a quei pochi che sinora non abbiano avuto modo di leggere i testi di Rodari) della valentia del nostro autore, che riesce a coniugare serietà di insegnamento ed esposizione giocosa. Non è un caso che i libri di Rodari abbiano avuto e continuino ad avere sì tanta fortuna presso i lettori, grandi e piccini: la spiegazione scolastica di una regola ortografica potrà non riuscire a catturare l’attenzione di un alunno; ma, con la lettura di una poesia che gioca sullo stesso argomento, il bambino, quasi senza rendersene conto, impara più facilmente la lezione.

Gianni Rodari

L’insalata sbagliata

Il professor Grammaticus
entrò nel ristorante
e ordinò al cameriere
un’insalata abbondante:

- Metteteci l’indivia,
la lattuga, la riccetta,
il sedano, la cicoria,
due foglie di rughetta,

un mezzo pomodoro,
cipolla se ce n’è:
portate l’olio e il sale,
la condirò da me.

E il bravo professore,
con la forchetta in mano,
si accingeva a gustare
il pranzo vegetariano.

Ma tutta la sua delizia
fin dal primo boccone
si mutò in una smorfia
di disperazione.

Guardò meglio nell’ampolla
dell’olio e inorridì:
gli avevano servito
un “OGLIO” con la “g”!

Offeso e disgustato
fuggì dalla trattoria:
sono un pessimo condimento
gli errori di ortografia.

(da Il libro degli errori)


Comunicato straordinario

Signore e signori
sospendiamo la trasmissione
per leggervi un messaggio
che farà sensazione:

il pianeta Mercurio
sta cascando giù,
qualcuno l’ha colpito
con un missile “q”.

Merqurio (così adesso
è ridotto lo sventurato)
è uscito dalla sua orbita,
dal sole s’è allontanato,

sta mettendo in pericolo
l’equilibrio interplanetario:
Saturno ha perso l’anello,
la Luna non spunta in orario.

Si ricerca d’urgenza
un esperto d’ortografia
per poter ristabilire
le leggi dell’astronomia.

(da Il libro degli errori)


Il caso di una parentesi

C’era una volta
una parentesi aperta
e uno scolaro
si scordò di chiuderla.
Per colpa di quel somaro
la poveretta si buscò un raffreddore,
e faceva uno sternuto
al minuto.
Passato il malore
fece scrivere da un pittore
il seguente cartello:
“Chi mi apre, mi chiuda, per favore”.

(da Filastrocche in cielo e in terra)

Alberto Cavaliere

Nitroglicerina

Se al posto dell’idrogeno
di tutti e tre gli OH
un NO2, nell’alcool
descritto ora, s’attacca,

s’ha un corpo importantissimo,
la nitroglicerina;
ciò avviene se col nitrico
quell’alcool si combina.

Facilita il solforico
la loro rëazione,
ma occorre, quando s’opera,
enorme precauzione.

È un oleoso liquido,
dolciastro ma bruciante;
fra gli esplosivi, in genere,
è il più terrificante.

Offrendo dei pericoli
(solo a guardarlo scoppia),
con la farina fossile
in pratica s’accoppia;

vengon così in un solido,
chiamato dinamite,
le sue virtù… dinamiche
alquanto affievolite.

Col nitrocellulosio
dà poi le gelatine,
che tanto impiego trovano
in guerra e nelle mine.

(da Chimica in versi)


Edward Lear

There was an Old Man of the Nile,
Who sharpened his nails with a file,
Till he cut off his thumbs,
And said calmly “This comes
Of sharpening one’s nails with a file!"

(da A Book of Nonsense)

C’era un vecchio d’Onega
Che si tagliò le unghie con la sega,
Fin che n’ebbe ambo i pollici mozzati,
E disse calmo: “Questi sono i risultati
Del tagliarsi le unghie con la sega!”

(da Il libro dei Nonsense)

Carmelo Filocamo

Il lamento di Franceschiello
(poesia al contrario o rovesciata de L'Inno di Garibaldi di Mercantini)

Si velan le culle, si corcano i nati,
I vostri aguzzini son tutti sdraiati!
Le palme sul palmo, le viti all’addome,
Il fumo e il cognome – di Canicattì!

Torniamcene indietro! Giù, voi, vecchie bande!
Giù al mare per niente le vostre mutande!
Giù tutti col burro, giù tutti con l’acqua.
Giù tutti con l’acqua – di Canicattì!

Luigi Mercantini

L’inno di Garibaldi

Si scopron le tombe, si levano i morti,
I martiri nostri son tutti risorti!
Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,
La fiamma ed il nome – d’Italia sul cor!

Veniamo! Veniamo! Su, o giovani schiere!
Su al vento per tutto le nostre bandiere!
Su tutti col ferro, su tutti col foco,
Su tutti col foco – d’Italia nel cor.

 

(da T’odio empia vacca di Giampaolo Dossena)

 

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