La fisiognomica non gode più di quella buona fama che nel Settecento e nell'Ottocento ottennero gli studi di Johann Kaspar Lavater e di Cesare Lombroso sulla interpretazione dei caratteri di un individuo basata sui tratti del volto, essendosi anche ritenuto che questi metodi, a parte la loro più o meno fondata scientificità, non siano del tutto esenti da propensioni razzistiche.
A Goethe, analizzato dal coetaneo e amico Lavater in un capitolo del suo volume Frammenti di fisiognomica per promuovere la conoscenza e l'amore dell'uomo, non andò poi tanto male, perché l'autore, prendendo in esame il bassorilievo qui riprodotto, pretese di dimostrare che il profilo di Goethe è - che scoperta! - quello di un grande poeta.
Maschera di un grande uomo che ha sul viso le migliori credenziali del proprio potere di operare sull'umanità... quanta semplicità e quanta grandezza in questo volto! La fronte, fino alle sopracciglia, rivela un ingegno chiaro, equilibrato, rapido. L'occhio conserva nella palpebra superiore tracce del potente genio. Il naso esprime una grande capacità di produrre gusto e amore, ovvero poesia. Il passaggio da naso a bocca, soprattutto il labbro superiore, raggiunge quasi il sublime, ed è anch'esso espressione potente di sentimento e forza poetica. Il labbro inferiore è scolpito troppo a tondo e perciò contrasta con quello superiore, tanto più delicato. Il mento è perfetto: soprattutto la parte centrale rotonda. Il tratto marcato che va dall'occhio alla bocca è pieno di serietà e orgoglio. Nell'insieme: fermezza e consapevolezza del proprio genio.