Non può in alcun modo essere discusso il fatto che l’informatica, con le sue enormi potenzialità tecniche, sia oramai divenuta lo strumento più efficace per fornire a professori, critici, ricercatori, studenti od anche a semplici lettori la possibilità di consultare, in tempi brevi e senza le fatiche di una ricerca nelle affollate sale di una grande o piccola biblioteca, quell’enorme massa di testi letterari, antichi e moderni, italiani e stranieri, che i grandi archivi “virtuali” di alcune importanti collane di Cd Rom e DVD, nonché dei siti più prestigiosi sono in grado di divulgare quasi illimitatamente.
Un tempo sarebbe stato inimmaginabile consultare in biblioteca, rapidamente e con facilità, le opere di un grande poeta, per raccogliere informazioni e dati, selezionare e copiare testi, analizzare i relativi testi critici ed eseguire confronti linguistici, stilistici o tematici per verificare, tra l’altro, la ricorrenza di determinate parole, le concordanze e la distribuzione delle parole nel testo, l’utilizzo di rime, assonanze, allitterazioni e così via. Tutto questo è adesso alla portata di chiunque sia in possesso di un personal computer collegato ad Internet ed abbia l’interesse e il gusto di approfondire le sue cognizioni in campo poetico.
Di giorno in giorno, sempre maggiori sono le possibilità che Internet ci fornisce in materia di apprendimento culturale. La prestigiosa Bibliothèque Nationale de France, gelosa custode di un patrimonio di ben undici milioni di volumi, ha voluto mettere a disposizione – grazie a Internet e alla comunicazione di documenti a distanza – 35.000 testi e altrettante tra stampe e fotografie, che possono essere scaricati direttamente sui computer di casa, previo collegamento al sito Gallica 2000. Questa biblioteca ”virtuale” va dal medioevo al XX secolo ed è stata selezionata da un apposito comitato, con l’intento di offrire i titoli fondamentale nei più diversi ambiti della cultura: le opere più famose, senza trascurare alcuni testi meno noti, le edizioni rare nonché enciclopedie e dizionari di ogni tipo.
Di fronte ai grandi vantaggi che Internet può offrire per lo studio e la diffusione della letteratura, e della poesia in particolare, c’è, di contro, a mio avviso, l’assoluta inutilità di quel vertiginoso proliferare di siti, personali o aperti al pubblico, in cui fanno brutta mostra di sé composizioni in gran parte degne del cestino.
Come giustamente ha osservato Stefano Giovanardi, i tempi che verranno potranno forse cancellare dall’uso l’oggetto-libro; ma un’editoria di poesia resterà comunque necessaria e insostituibile. Il libro, soltanto il libro, avrà sempre integre le capacità di stare a disposizione del presente e fornire, a futura memoria, un’effettiva testimonianza dell’autore. Soltanto con un libro si entra a far parte, magari come componente minima, di una tradizione che si identifica con la stessa storia della poesia.
Una poesia non stampata potrà anche rimanere chiusa in un cassetto: qualcuno un giorno forse la troverà e la leggerà con emozione. Oppure potrà essere romanticamente chiusa in una bottiglia e lasciata cadere in mare, nella speranza che qualcuno, con grande sorpresa, la raccolga o la peschi nella sua rete.