La Parola e il Sacro
Convegno di poesia, Isola di Albarella, 3 - 4 ottobre 1992
Ho dedicato queste mie poesie ad Alessandro Gennari, che aveva condotto il convegno con grande classe e rara cultura, e a Giovanni Pasetti, curatore sapiente degli atti del convegno.
Posto di fronte al bivio
tra Fano e Sacrofano
son per l'agape, il convivio,
non ho dubbi: son pro-fano.
Come sfuggire ai tuoi quaresimali,
ai fervorini contro i mie fervori
per-versi e frivolezze senza uguali?
Il sacro, il mito t'inondano di onori
con-versi che s'inoltran nel profondo
(toccando - ahimè - talvolta proprio il fondo).
Si sa che il vate
quando è mostro sacro
di poeti profani fa massacro.
Il sacro e la parola
che pretesa
d'impossibile intesa
che lambicco:
tra i versi illuminati
di Foscolo fa spicco
"sacro è il silenzio a' vati".
Ed ecco verso noi venir per nave*
un vecchio, bianco per antico pelo:*
"Nulla da dichiarare anime prave!
qui non entrano cose care al cielo!".
A quel grido, col volto tutto rosso,
tremanti come foglie d'uno stelo,
in colpa ci sentimmo per quell'osso.
(* Divina Commedia, Inf. III, vv. 82-83)