vaga in cielo solitaria
un'idea campata in aria
C'era un vecchio portuale di Livorno
che non potea soffrire il ciel piovorno:
a scroscio avea una nube
piovuto sul suo pube,
dal cielo incontinente di Livorno.
C'era un'anziana lesbica di Bronte
con un grande bernoccol sulla fronte,
giacché il dì che fu fottuta
dalle nuvole è caduta.
Brontola ancora quella vecchia a Bronte.
C'era un vecchio barbiere di Saronno
che la notte stentava a prender sonno;
tosava le pecorelle
sparse in cieli senza stelle,
quell'insonne barbiere di Saronno.
C'era un vecchio ombrellaio di Moncalieri
che amava i cirri, di pioggia forieri;
poi gli venne la cirrosi
ed i cirri trova odiosi,
quel venditor di ombrelli a Moncalieri.
C'era un vecchio industriale di Trieste
che si eccitava in mezzo alle tempeste;
lavorava nel campo
delle chiusure lampo,
quel turbolento vecchio di Trieste.
C'era un vecchio dipinto all'Ermitage
offuscato da ombre e da nuages;
or che l'hanno ripulito
ogni fascino è sparito
sotto l'antica polve all'Ermitage.
C'era il buon Dio, vegliardo, in Paradiso
a far la siesta su una nube assiso;
Dio non voglia che Lui in basso
guardi, a rischio di un collasso,
quel caro e ignaro vecchio in Paradiso.
C'era una vecchia folla ad Albarella
a sentir dei poeti la favella;
la nubenda Marcegaglia
irradiò la nuvolaglia
di quei nebbiosi vati ad Albarella
(dedicato a Emma Marcegaglia)