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Poesie oplepiane

>>Sezione in allestimento<<

Gli scrittori oulipiani sono dei topi che costruiscono da sé
il labirinto da cui si propongono di uscire.
Raymond Queneau

I membri dell'Opificio di Letteratura Potenziale (Oplepo), costituito a Capri nel 1990 in affinità al gruppo francese Oulipo, vengono invitati a far parte dell'organismo qualora sia stata riconosciuta loro la potenziale capacità di produrre testi attraverso l'assoggettamento, nell'uso del linguaggio, a restrizioni di nuova ideazione che sfidino quasi l'impossibile. Ben al di là, cioè, delle usuali forme chiuse determinate dalla rima, dalla metrica e dagli schemi poetici (sonetto, terza rima, ottava e così via).

 

Acrostico
(forma un nome o una parola con le lettere iniziali dei versi)

Apocalisse - ironica allusione alla "discesa in campo"
Capoliveri
Il mio entusiasmo - dedicato a Dacia Maraini
In alto i cuori - dedicato alla rivista "Salvo Imprevisti"
In memoria di Baffo - in onore del vate Giorgio Baffo
Mondo cane


Acrostico mesostico telestico sillabico orizzontale
(forma un nome o una parola mediante una lettura orizzonale e non verticale)

Il porto di Napoli - in versi alessandrini


Acrostico sillabico
(forma un nome o una parola con le sillabe iniziali dei versi)

La City - per Londra


Acrostico tautogrammatico
(forma un nome o una parola con le lettere iniziali dei versi, ed i versi sono tautogrammatici)

La sirena Partenope - dedicato a Partenope
Vigoroso vegliardo
- dedicato al Tevere


Acrostico telestico
(il telestico forma un nome o una parola con le lettere finali dei versi)

Viareggio 1981 - dedicato a Maria Luisa Spaziani


Acrostico et cetera
(acrostico con altri versi oplepiani)

Non plus ultra - acrostico con anagramma, bifronte, palindromo e sciarada incatenata


Anagramma
(trasposizione delle lettere di un nome o una parola per formarne un'altra)

Agrodolce - per Gaio Fratini
Il vate anagrammato - 14 anagrammi per Mario Lunetta
Infatuazione per "Emballement" - dedicato a Irma Palazzo
La luna piena
Le contraddizioni
- il morale a terra dopo una notte amara


Bisticci
(procedimento stilistico che consiste nell'accostare parole di suono simile e di significato spesso contrastante)

À travers l'Europe
Pillolo per digerire la poesia
Poeta amico


Centone
(compone un testo con versi presi da uno o più autori)

Capri - centone dantesco
Il miraggio della pace - centone dantesco
Il ritorno della lira - profetico centone dantesco
Lamento per la Sicilia - centone dantesco
Matera - centone dantesco
Nell'ottantesimo genetliaco di Mario Luzi - centone dantesco


Frase doppia o a doppia lettura
(acquista differenti significati a seconda della spezzatura delle parole che la compongono)

Il poeta ampolloso


Lipogramma
(testo in cui non appare mai una determinata lettera)

Versi lunari di un vate errante - in O

Per i lipogrammi in prosa clicca qui


Mesostico
(Può dirsi mesostico una poesia in cui le lettere centrali dei versi lette dall'alto in basso diano una parola o un nome in funzione di dedica. Solitamente per motivi pratici le lettere di un mesostico sono in mezzo al verso, e non proprio al centro del verso. L'esempio presentato rispetta invece esattamente la regola)

Al centro


Monoconsonantica
(testo in cui appare soltanto una determinata consonante)

Ave Eva - in V


Monovocalica
(testo in cui appare soltanto una determinata vocale)

Sara la calda - in A
Ester per sempre - in E
I gingilli di Lilli - in I
Monologo d'Oronzo con prologo - in O
Lulù sul bus - in U


Notarico
(componimento in cui tutte le lettere iniziali delle parole contenute nel testo, lette di seguito, danno nomi o parole, spesso con funzione di dedica. I testi qui riportati costituiscono, sulla base delle nostre ricerche, una vera rarità)

Cinque distici - Notarici pubblicati nel saggio "A Tobia Gorrio" in Weiss - Boito, Collana Paso Doble, 1990
Giorgio Calcagno
In Tanto Algor Le Griglie Avvampano Sicure - dedicato all'avv. Carlo Da Molo allora Presidente dell'Italgas, nel 150° anniversario della fondazione dell'azienda
Silvia
Sull'isola


Omofonia
(Un tipo di poesia il cui nome ritorna foneticamente nel testo)

Sei haiku fonetici


Poesia a triplice lettura
(Con questa definizione si intende varare un gioco originale: si scrive una poesia di sei strofe, che, lette separatamente, abbiano un autonomo significato; i titoli di queste ultime sei poesie debbono inoltre potersi inserire nelle caselle di un quadrato magico)

Arrigo Boito
Ferrara
Giacomo Leopardi
Gubbio
Il melodramma
Il mercenario
Il vate
La rivista Tèchne
Malta e il Sovrano Ordine Militare
Mantova
Napoleone all'Elba
Napoli
Neroniana
Un pellegrino verso Roma nel Giubileo del 1300


Ropalico (o Fistularis)
(una sorta di poesia figurata in cui i versi aumentano - o diminuiscono - di volta in volta di una lettera o di una sillaba)

Melasquaglio
Fumo


Tautogramma
(Richiede l'utilizzo di una stessa iniziale per tutte le parole del componimento)

Attenti amici - in A, dedicato a L.K.
O Rey - in P, dedicato a Pelè
Passerotto - in P
Piccola provocazione poetica - in P



Versi a doppia lettura
(La seconda lettura di tali versi espone una parola che - costituendo una dedica o il soggetto o un argomento della composizione - si evidenzia percorrendo ogni verso dall'inizio alla fine.
Ad esemplificazione si indica il verso "che fece per viltade il gran rifiuto", v. 60, III Canto dell'Inferno, in cui i commentatori più antichi riconoscono la figura dell'eremita Pier da Morrone che divenne papa col nome di Celestino V e cinque mesi più tardi rinunciò. Secondo una nostra ardita ipotesi Dante avrebbe realizzato un verso "a doppia lettura" in cui può leggersi il nome di "Pilato": "che fece per viltade il gran rifiuto")

Percorsi per-versi d'una chimera

 

 

 

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