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Versi lunari di un vate errante

Nelle tenebre la luna
pallida amica degli amanti
illumina tra i cespugli
languidi abbracci e palpiti.
Si specchia nei laghetti
e petali di luce
riversa lentamente
su teneri cuscini d'erba.
Che fai tu, luna, in ciel?
Vergine luna, dimmi,
intatta luna, che fai?
Le labbra tue atteggiate
a misura di meraviglia,
le ali di una parentesi
a chiudere il nulla,
cantan, candida luna,
la magnificenza che in te s'aduna.

 

(Lipogramma in O di sapore leopardiano in cui gli ultimi versi descrivono la figura della vocale mancante)

 

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Testo pubblicato in "Il gioco, il corpo, l'eros" a cura di Antonella Micaletti