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Io non sono avverso al sesso

Se, per caso, laggiù in basso
volgo l'occhio, proprio in mezzo,
io divento tutto rosso,
dalle brame son sommerso:
il mio sguardo resta infisso
su quel punto eterodosso,
lo misuro col compasso.

Da tant'anni sono avvezzo
a goderlo a più non posso.

Guai se manca quell'attrezzo,
io divento un satanasso
mi contorco come un pazzo
e cader mi sento addosso
il morale pezzo a pezzo,
nel profondo di un abisso.
Se va bene, è un vero spasso
dimenarsi nell'amplesso,
far ballare il materasso
con la furia del possesso.

Da tant'anni sono avvezzo
a goderlo a più non posso.

È un piacer che non ha prezzo
degustarlo, sorso a sorso.
È un diritto non è un lusso
scivolare entro quel pozzo,
perlustrare quel recesso
senza niuna veste indosso.
Fa ben farlo, molto e spesso,
fin agli orli del collasso.
Si può fare anche in consesso.
Benvenuto ad ogni eccesso!

Io non sono avverso al sesso
pecché cca nisciuno è fesso.

(ottonari in rime e assonanze)

 

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Testo pubblicato in "Il gioco, il corpo, l'eros" a cura di Antonella Micaletti