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Versetti satanici

>> Sezione in allestimento<<

 

Versetti satanici dedicati ad Eva che ci tolse l'Eden, e a tutte le altre che non ce lo fanno rimpiangere.

 

"Madam I'm Adam" - palindromo

 

 

 

 

 

 

Addio

È con la morte nel cuore
che debbo dirti addio,
ma tu per me sei troppo bella
troppo appassionata
e quel che è peggio
troppo intelligente.
E poi, sei troppo dolce
per un diabetico.


 

Corporalia - sinfonia erotica

Io salgo e scendo e prendo le misure
sfogliando palmo a palmo il campionario.

Tra tante dita sparse sul tuo corpo
la tua voglia s'incolla alle mie mani.

Mi piace il sottofondo spigoloso
del tuo seno a carattere lascivo.

Io ti conosco appena e già introduco
la testa aprendo le tue lunghe cosce.

Ho catturato dentro la mia bocca
ogni fiato ogni odore ogni saliva
nel flusso amaro del tuo orgasmo aprico.

Al tuo corpo di morbidi pensieri
io mi aggrappo con ansia avviluppata
è dolce la tua pelle e sa di sale.


 

Il terrorista

Ho sparso la benzina sotto l'uscio
ho acceso il fuoco e attendo la fiammata.
Forse domani s'aprirà il tuo guscio.


 

La cattura

Io ti stringo, ti avvinghio, ti acchiappo,
t'incateno, t'imbriglio e accalappio.
Io ti allaccio, ti annodo, ti avvinco,
ti avviluppo, ti avvolgo, ti cingo.
T'imbretello, attorciglio, aggroviglio,
ti accartoccio, affagotto, imbottiglio.
Io ti serro, ti abbranco, mi aggrappo

quindi mi accascio sulla tua coscia.

 

Il nostro legame (seconda versione a rime baciate)

Io ti stringo, ti avvinghio, m'aggrappo,
io t'avvolgo, t'imbriglio, ti acchiappo,
m'attorciglio, t'avvinco, t'imbretello,
t'avviluppo, t'ingarbuglio, ti affardello,
ti aggomitolo, ti avviticchio, ti aggroviglio,
ti accartoccio, ti affagotto, t'imbottiglio

quindi m'accascio sulla tua coscia.

(recitata al Maurizio Costanzo Show del 4 novembre 1994)


 

La ragazza del cancan 

La ragazza del cancan
che delusione
nel mio letto entrava
gatton gattone.


 

La rosa dei venti

Svégliati
dal nord il vento e dal sud
corre sul tuo prato.
E gli aromi gocciano intensi.

 

 


 

La voglia

Chiodo martello
manico d'ombrello
tronco cannone
freccia appuntata.
Io canto a voce dispiegata
la voglia d'andar dentro.


 

Le mie mani

Le puoi sentire vibrare
distendersi danzare inebriarsi
rabbrividire
mentre percorrono e s'introducono
nel tuo corpo
morbide desiose delicate
frementi
a procurar piacere abituate.
Le unghie accuratamente tagliate.


 

Penelope - "quandoque bonus dormitat Homerus"

Penelope la tela ordita la mattina
la sera disfaceva da buona certosina.
Così per anni ed anni dai proci si è salvata.
Omero non lo dice ma lei se ne è pentita:
è sempre meglio un procio
che lavorar di dita.

 


 

Venezia la luna e tu 

Quant'è bello
sciacquettare
col mio remo
nel tuo mare.

 

 

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