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Mostra d'arte Formello '78

 

 


Dal catalogo della mostra

 


Giorgio Weiss


La donna delle tele di Weiss, la donna - corpo, la donna - paesaggio, la donna che, nella svariata alternanza di configurazioni, è pur sempre immutabile nella sua funzione di sfondo, la donna senza gambe e senza testa (una coincidenza?) è un sogno utopistico oppure un incubo opprimente?
In realtà, non è dato trovare una chiara e inconfondibile risposta, perchè in ogni essere umano, specie se sospinto da intenzionalità espressive di tipo artistico, i contorni della propria tematica e la linearità del suo linguaggio vengono continuamente alternati da quell'incessante e a volte turbinoso processo dinamico che ne costituisce il substrato psichico.
Ciò che si può ipotizzare è che l'artista (in questo non dissimile da quello che è l'atteggiamento di molti altri interpreti dell'immagine e della parola) esprima una realtà che incombe su di lui e, al contempo, il desiderio di poter da questa realtà, se non fuggire, trarre mediante una sublimazione un più accettabile sistema di valori, liberandosene così nel modo meno traumatico.
Entra in scena a questo punto il suggestivo mezzo strategico costituito dal linguaggio umoristico, vivace e scherzoso, da quella particolare tecnica, a volte precisa e a volte volutamente disimpegnata, dal ripudio di atteggiamenti e toni tormentati, di fughe irrazionali o concettuali nell'astratto, nell'ascetico o nell'informale.
La sua simbologia non è surreale perchè fondata sempre, al contrario, su elementi e combinazioni naturali. Il suo tratto pittorico non è esaltato, tragico o presuntuoso, ma delicato, permissivo, pervaso da quell'inconfondibile ingenuità che accompagna l'apparente malizia di chi vuole "osare", essenziale nei suoi contorni, senza soffermarsi su virtuosismi e ricercatezze. E là dove ciò avviene, magari su dei particolari che accompagnano il tema centrale di una tela, è compiuto sempre alla luce di quella finalità scherzosa, giocosa, "ludica" appunto, che egli fa assurgere a filosofia dominante della sua produzione figurativa.
Primitivismo e raffinatezza, naturalismo e artificio, complicità e provocazione sono quindi i tocchi più salienti di questa pittura, perfettamente ricalcati, del resto, sulle caratteristiche umane del personaggio che l'ha prodotta.

Bianca Maria Spaziani

 

 

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