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"La poesia giocosa" - inserto della rivista "Terra del Fuoco" di Carmine Lubrano - 1991 n.13/14

Introduzione di Giorgio Weiss

Manieristi immani dalle maniere mancine, stilisti (e pur stiliti) di stiletti armati e sempre ostili alla mera stilistica, maniaci manipolatori di manieri e castelli in aria, allitteratori alitanti in consonanza, fochisti artificieri di fuochi d'arte o d'artificio, ghiribizzosi bizzosi, acrobati acrimoniosi, speciosi giocolieri e giullari della peggiore specie, ostici facitori di acrostici, insensati autori di nonsense, satanici assertori del riso satiresco, baldanzosi adepti berneschi e ribaldi seguaci burchielleschi, inventori e sperimentatori burlevoli d'ogni sorta e sorte, parabolani iperbolici, analizzatori decompositori corruttori di aulici linguaggi o lignaggi, "labirinti con una sola porta e mille ambagi", adoratori ed adulatori di anfibologie, controsensi, doppi e tripli sensi, antifrasi, mbiguità, malintesi, dubbi e oscurità, epigrammisti, anagrammisti, contorsionisti, canzonettisti e canzonatori, perturbatori delle masturbazioni semantiche, "grands rhétoriqueurs" e rimatori leporeambici siate i benvenuti nella inospitale, algida, orrida e deserta Terra del Fuoco.

È questo un territorio vietato a tutti i poeti che si dichiarino e si rivelino elegiaci, profetici, lirici, sentimental-patetici, anemici, teosofici, ipertrofici ed orfici. E se costoro, aridi aedi, vacui vati, fatidici pitoni e pitonesse, negromanti prosastici e prostatici, osassero venire a noi, tra voli di gabbiani e rampicanti in fiore, siate pur certi che, al grido liberatore di "tri tri tri fru fru fru uhi uhi uhi ihu ihu ihu" giungeranno al galoppo - "farafarafarafa, tarataratarata, paraparaparapa, laralaralarala!" - Palazzeschi e i suoi colti italici accoliti: il sommo Dante in testa, e poi il Boccaccio dell'Amorosa visione, Michelangelo Buonarroti il Giovane, Tommaso Stigliani, Antonio Malatesti, Teofilo Folengo, Matteo Maria Boiardo, Lorenzo Lippi, Arrigo Boito e pochi altri ma buoni, lasciando ovviamente fuori Petrarca, nonostante l'auretta che attorno gli spira.

Dio li abbia in gloria questi nostri progenitori, che bene hanno saputo usare del linguaggio poetico e dei suoi accostamenti, legami o slegamenti, alternative di senso e significazione, in un coacervo di figure giocose. Noi epigoni dobbiamo accontentarci per adesso di un posticino o, meglio, di un posticcio nella Terra del Fuoco: siamo un'eletta rappresentanza (piuttosto casuale) e molto ristretta (chi più ne ha più ne ometta) dei poeti in gioco nell'epoca attuale, dall'ormai famoso Emilio Villa all'ancor famelico (di onori e gloria) estensore di questo preambolo

 


 

Il fascicolo "La poesia giocosa", realizzato da Giorgio Weiss per pubblicarlo nella rivista "La Terra del Fuoco" di Carmine Lubrano, contiene, in ordine di pubblicazione, testi originali dei più noti poeti rappresentativi della poesia giocosa raccolti da Giorgio Weiss: Emilio Villa, Mario Diacono, Alfredo Giuliani, Edoardo Sanguineti, Toti Scialoja, Eugenio Miccini, Arrigo Lora-Totino, Gianni Toti, Vito Riviello, Giorgio Calcagno, Teresa Campi, Giuseppe Elio Ligotti, Nanni Balestrini, Francesco Paolo Memmo, Gianna Sarra, Marco Palladini, Valentino Zeichen, Luciana Preden, Gino Patroni, Carla Bertola, Tomaso Binga, Alberto Cappi, Paolo Albani, Sergio Cena, Carmine Lubrano e Giorgio Weiss (con la poesia a triplice lettura "Napoli").