La vigna del Signore
(estratto da Il Cantico dei Cantici)
Lettura performance di Giorgio Weiss e Stella Pecollo
alla Casa del Jazz in Roma, il 29 gennaio 2010
Quando giorni fa sono stato interpellato dall’amico Filippo Bettini ho detto che, sì, avevo un testo sul vino, intitolato “L’Assaggiatore”.
Si tratta di una raccolta di una trentina di lemmi sul vino da recitare accompagnato da una musichetta da cantina e da un controcanto multilingue femminile.
Ad esempio, al mio dire CORPOSO (è una qualità del vino) le ragazze ripetevano (in inglese, francese e spagnolo) ROBUST, BIEN EN CHAIR oppure PLEINE e CARNOSA.
La performance si concludeva con queste mie parole:
“Se tante e così varie son le doti dei vini che si posson gustare annusare e ammirare, ma perché mai, amore mio, vuoi costringermi a bere, tutta la vita, un solo vino
ed una sola donna?”
Sfortunatamente ho perso tutto: testo, musiche, coriste.
Allora ho pensato al Cantico dei Cantici, che sapevo avere qualche versetto dedicato al vino.
Il Cantico dei Cantici è uno dei testi accolti nel canone della Bibbia. Guido Ceronetti ne ha curato per Adelphi una edizione nel 1975 con un commento che propende per la sacralità di quel testo ed un secondo commento che potremmo dire più razionalista nel 1981.
Ho preparato il testo che verrà recitato, a due voci, traendo dal cantico tutti quei versi che ho ritenuto di-vini, e questa raccolta l’ho intitolata “LA VIGNA DEL SIGNORE”, cosicché con una S maiuscola potrà essere interpretata come un testo sacro e con quella minuscola come un testo erotico.
Ho trovato una brava e giovane attrice emergente, Stella Pecollo che ha anche il pregio di essere di Mondovì terra di splendidi vini.
Mi scuso con lei per non aver avuto neppure il tempo di fare un PRO-VINO.
Volevo realizzare un sottofondo musicale, ma ho trovato soltanto un OTTA-VINO.
(Giorgio Weiss sfila da sotto la camicia una cravatta con bottiglie di vino)
|
G Più del vino meravigliose
E l’odore che emani |
|
| S Mi abbeveri di baci la tua bocca Perché il tuo amore inebria più del vino |
1-2 |
| È bello i tuoi profumi respirare Il tuo nome è un unguento penetrato |
1-3 |
|
Nelle tue stanze fammi entrare o re
Inebria il tuo amore più del vino |
1-4
|
|
G
Mandano odore
Alzati amica mia |
|
|
S
Messa a guardia di vigne |
|
|
G |
1-15 |
|
S |
|
|
G |
|
|
S |
1-16b |
|
G
Le tue labbra sono un filo di scarlatto
Mi stravolgi la mente sorella mia e sposa
Favi colanti le tue labbra oh sposa |
|
|
S |
|
|
G
E la mirra e ogni essenza ne rapivo
O compagni mangiate |
|
|
S
E le mie cavità muggivano
Dalle mie dita la mirra fluiva Apro all’Amato mio |
|
|
G
Le giunture delle tue cosce
La tua vulva è un curvo alambicco
Ah i tuoi seni sono grappoli di vite
E la tua bocca ha la dolcezza del vino |
7-3
|
|
S
Al mattino vedremo
Se gli acini sono spuntati
Tra i frutti acerbi e i maturi
Nella mia casa di madre
Col liquido odoroso e il lacrimare |
7-13
7-14 8-2 |
| G
COME TALVOLTA SUCCEDE L’AMATO FUGGE.
INFATTI IL CANTICO CHIUDE CON QUESTA ULTIMA TERZINA. |
|
| S Oh Amato mio che fuggi Come la gazzella o il cerbiatto appari Sulle alture odorose. |
8-14 |