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Dialogo della Moda e della Morte (adattamento teatrale di Giorgio Weiss)

GIACOMO LEOPARDI

Dialogo della Moda e della Morte

Adattamento teatrale di Giorgio Weiss
con la collaborazione di Patrizia Bettini

 

MODA  Madama Morte, Madama Morte.

MORTE Aspetta che sia l'ora, e verrò senza che tu mi chiami.

MODA  Madama Morte.

MORTE Vattene col diavolo. Verrò quando tu non vorrai.

MODA  Come se io non fossi immortale!

MORTE Immortale? Sono finiti i tempi degli immortali.

MODA  Anche Madama petrarcheggia come se fosse un lirico italiano del Cinque o dell'Ottocento?

MORTE Ho care le rime del Petrarca, perché vi trovo il mio Trionfo e perché parlano di me quasi dappertutto. Ma insomma levati d'attorno.

MODA  Via, per l'amore che tu porti ai sette vizi capitali, férmati, e guardami.

MORTE Ti guardo.

MODA  Non mi conosci?

MORTE Dovresti sapere che ho mala vista, e che non posso usare occhiali, perché non ne fanno che mi si adattino, e quando ne facessero non avrei dove poggiarmeli.

MODA  Io sono la Moda, tua sorella.

MORTE Mia sorella?

MODA  Sì. Non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità?

MORTE Che ho da ricordare io, che sono nemica capitale della memoria?

MODA  Ma io me ne ricordo bene; e so che entrambe miriamo a disfare e a rimutare di continuo le cose di quaggiù, benché tu raggiunga questo effetto per una strada e io per un'altra.

MORTE Alza più la voce e scolpisci meglio le parole; ché se mi vai borbottando tra i denti con quella vocina da ragnatela, domani io t'intenderò! perché l'udito, se non lo sai, non mi serve meglio che la vista.

MODA  Benché sia contrario alla costumatezza gridare per essere uditi, io, poiché siamo sorelle, e tra noi possiamo agire senza troppi rispetti, parlerò come tu vuoi. Dico che la nostra natura e usanza comune è di rinnovare continuamente il mondo; ma tu, fin da principio, ti gettasti contro le persone; io invece mi contento per lo più delle barbe, dei capelli, degli abiti, delle masserizie, dei palazzi e di simili cose.
È vero però che non ho mancato e non manco di fare parecchi giochi da paragonare ai tuoi, come sforacchiare, quando orecchi, quando labbra e nasi, e stracciarli colle bazzecole che io v'appicco per i fori...

MORTE ... e abbruciacchiare le carni degli uomini con stampi roventi che essi stessi s'imprimono per bellezza, formare le teste dei bambini con fasciature ed altri congegni, storpiare la gente con le calzature snelle, chiuderle il fiato e fare che gli occhi scoppino per la strettura dei bustini...

MODA  ... e cento altre cose di questo andare. Anzi, generalmente parlando, io persuado e costringo tutti gli uomini dabbene a sopportare ogni giorno mille fatiche e mille disagi, e spesso dolori e strazi, e qualcuno a morire gloriosamente per l'amore che mi portano.
E non ti voglio dire nulla dei mali di capo, delle infreddature, delle congestioni di ogni sorta, delle febbri quotidiane, terzane, quartane, che gli uomini si guadagnano per ubbidirmi, accettando di tremare dal freddo o affogare dal caldo secondo che io voglia, difendersi le spalle con panni di lana e il petto con quelli di tela, e fare ogni cosa a mio modo, ancorché con loro danno.

MORTE Ora sì, io credo che tu mi sia sorella.
Ma stando così ferma, io svengo. Perciò, se ti dà l'animo di corrermi a lato fa' di non crepare, perché io fuggo assai, e correndo mi potrai dire il tuo bisogno.
Se no, considerando la parentela, ti prometto, quando io muoia, di lasciarti tutta la mia roba, e arrivederci.

MODA  Se dovessimo correre insieme il palio, non so chi delle due vincerebbe la prova: perché se tu corri, io vado più che al galoppo; e stando ferme, se tu svieni, ma io mi distruggo.
Sicché ripigliamo a correre, e correndo, come tu dici, parleremo dei casi nostri.

MORTE Alla buon'ora. Dunque, poiché tu sei nata dal corpo di mia madre, sarebbe conveniente che  mi aiutassi in qualche modo a fare le mie faccende.

MODA  Io l'ho già fatto, in passato, più che non pensi.
Anzitutto, io che annullo o stravolgo di continuo tutte le usanze, non ho mai lasciato smettere in nessun luogo la pratica di morire, e per questo vedi che essa dura universalmente sino ad oggi dal principio del mondo.

MORTE Gran miracolo, che tu non abbia fatto quello che non hai potuto!

MODA  Come, non ho potuto? Tu mostri di non conoscere la potenza della Moda.

MORTE Bene, di questo saremo a tempo a discorrere quando sarà venuta l'usanza che non si muoia.
Nel frattempo, io vorrei che tu, da buona sorella, mi aiutassi a ottenere il contrario, più facilmente e più presto che io non abbia fatto finora.

MODA  Già ti ho raccontato alcune delle opere mie che ti fanno molto profitto. Ma sono inezie per comparazione a queste che sto per dirti.
A poco per volta, ma di più in questi ultimi tempi, io per favorirti ho mandato in disuso e in dimenticanza le fatiche e gli esercizi che giovano al benessere corporale, e ne ho introdotte o valorizzate innumerevoli altre che abbattono il corpo in mille modi e scorciano la vita.
Oltre a questo ho messo nel mondo tali ordini e tali costumi,  che la vita stessa, sia rispetto al corpo che all'animo, è più morta che viva...

MORTE ... tanto che questo secolo si può dire, con verità, che sia proprio il secolo della morte.

MODA  ...E tu, che anticamente non avevi altri poderi che fosse e caverne, dove seminavi ossami e polverumi al buio, che sono semenze che non fruttano, adesso hai terreni al sole.
Di più, dove per il passato solevi essere odiata e vituperata, oggi, per opera mia, le cose sono ridotte in termini che chiunque abbia intelletto ti pregia e loda, anteponendoti alla vita, e ti vuol tanto bene che sempre ti chiama e volge a te gli occhi come alla sua maggiore speranza.

MORTE (recita la prima parte della poesia "Amore e Morte" di Leopardi)
Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte
ingenerò la sorte.
Cose quaggiù si belle
altri il mondo non ha, non han le stelle.
Nasce dall'uno il bene,
nasce il piacer maggiore
che per lo mar dell'essere si trova;
l'altra ogni gran dolore,
ogni gran male annulla.
Bellissima fanciulla,
dolce a veder, non quale
la si dipinge la codarda gente,
gode il fanciullo Amore
accompagnar sovente;
e sorvolano insiem la via mortale,
primi conforti d'ogni saggio core.

MODA  Ho qui da dirti che non ho mai tenuto in gran conto i molti che si vantavano di voler divenire immortali, ben sapendo che queste erano ciance e che, quand'anche fossero rimasti nella memoria degli altri, avrebbero vissuto, come dire, per burla, e non avrebbero goduto della loro fama più che dell'umidità della loro sepoltura.
Ad ogni modo, intendendo che questa aspirazione all'immortalità
ti scottava, perché pareva che ti scemasse l'onore e la reputazione, ho levato via quest'usanza di cercarla, l'immortalità, ed anche di concederla, in caso che taluno la meritasse.

MORTE Riconosco che, al presente, in virtù della tua azione, chiunque muoia, è sicuro che non ne resterà un briciolo che non sia morto, e gli converrà andare subito sotto terra, come un pesciolino trangugiato in un boccone con tutta la testa e le lische.

MODA  Queste cose, che non sono poche né piccole, io mi trovo ad aver fatto  finora per amor tuo, volendo accrescere il tuo stato sulla terra. E per questo effetto sono disposta a fare ogni giorno altrettanto e più.

MORTE  Mi pare a proposito che noi per il futuro non ci  si divida mai l'una dall'altra, perché stando sempre in compagnia potremo consultarci...

MODA  ... e prendere migliori decisioni, e mandarle meglio ad esecuzione.

MORTE Tu dici il vero, e voglio che così si faccia.

FINE

 

Il testo qui sopra pubblicato è stato recitato per la prima volta da Patrizia Bettini e Alessandra Vanzi il 25 febbraio 1997 allo Spazio Flaminio di Roma in occasione di Creativity, rassegna nazionale di giovani stilisti emergenti, con mostre espositive, teatro, letteratura, poesia, cinema, moda e sfilate.

Lo spettacolo è stato presentato da Giorgio Weiss con la seguente introduzione:

Giacomo Leopardi, per la grandezza universale della sua opera, non è certamente autore che possa essere localizzato nella sola epoca in cui visse: la messinscena, in prima assoluta, del "Dialogo della Moda e della Morte", nella medesima serata inaugurale, è quindi perfettamente in linea con i criteri informa¬tori della nostra scelta. Tanto più se si considera la sorprendente, straordinaria attualità di questo testo, che sembra quasi profetizzare sia la recentissima moda del piercing, del tattoo e della chirurgia estetica, che la perdita di valore e di significato dell'aspirazione all'immortalità attraverso la fama, a tutto vantaggio della materialità del nostro vivere quotidiano.

 

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