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Sull'isola

Sull’isola lontana verde intrigata aprica
Altre nubi germogliano entro logica antica
Rugiadano erbe nuove al tramonto assetate
Ai miei aridi nodi duramente annodate.

Timidi eventi roridi e silenziose attese
Intrighi miti ebbrezze laggiù dormono arrese
Nelle ore vecchie estenuano le lancette azzerate
Alterità gementi nell’estro senza estate.

Ecco l’isola ambita nascostamente amata
Meta inebriante riva imboccata a molliche
Improbabile spiaggia in direzione errata.

Lente assembrate uguali recalcitranti amiche
Inondan vagheggiando amor nell’assoluto
Ahimè restare isola a niun negando aiuto.

 

(dedicato a Silvia Angela Renata Amanda Teresa Imelda Novella Agnese Eliana Miriam Iside Laura Ivana Arianna Sara Tina Emilia; i primi 14 nomi si ottengono con il notarico, e cioè attraverso la lettura delle lettere iniziali delle parole di ciascun verso, gli altri 3 con l’acrostico.)

Sull'Isola è una delle gabbie più feroci che la poesia mondiale abbia mai potuto realizzare:
il notarico con i 14 nomi femminili,
l'acrostico con altri 3 nomi femminili,
i versi martelliani con rime baciate e alternate,
la storia, che è praticamente la biografia sentimentale dell'autore sottolineata dall'ultimo disperato ossimoro.

 

Pubblicato in Weiss - Boito 

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